Mercanti di Prole Compagnia Teatrale - Mercanti di Parole

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Era l’ormai lontano 1985 quando dentro al gruppo giovanile del Rione Ferraia (ora mi chiederete che cosa centra la Ferraia con i Mercanti di Parole, ma sappiate che tutto nasce da lì), dicevo dal gruppo giovanile Rione Ferraia, alcune persone decidono nelle varie attività rionali di formare una compagnia teatrale e provare a fare del teatro. Così nasce la compagnia teatrale “Giullari a corte” che subito si mette in moto e in breve tempo, per le feste di luglio che venivano allora organizzate, riesce a preparare una falsa dal titolo “L’Appigionasi”. Ma da tale successo nasce anche la voglia di creare una compagnia nuova che viaggi al di fuori di altre associazioni; ed è per questo motivo  che un gruppo di persone, si staccano dal Rione e decidono di provare ad andare avanti per conto suo. Il 30 ottobre 1985 nelle gelide stanze della canonica di Santa Margherita, si ritrovano coloro che daranno il via alla compagnia teatrale “Mercanti di Parole” e cioè Valerio Di Piramo (eletto primo presidente), Grazia Castellani (segretaria), Sauro Brunelli (cassiere) Fabio Pellegrini (magazziniere) e poi Paola Giuliani, Manuela Fattorini, Franco Lagomarsino, Daniela Catani, Claudia Rossi, Giampaolo Ferrari. Ma tale compagnia per ora non ha un nome. Le proposte sono diverse ma alla fine viene “MERCANTI DI PAROLE”. Il 13 e 14 marzo 1986 avviene il debutto teatrale della compagnia Mercanti di Parole al teatro dei Rassicurati di Montecarlo con la commedia di Aldo De Benedetti “Non ti conosco più”: circa 400 persone in due giorni riempiono il piccolo teatro. Un grande successo di pubblico e di critiche: tutti sono entusiasti del lavoro presentato. E così inizia la programmazione e realizzazione di nuove opere. Le prime scelte ricadono su testi teatrali tradizionali. In poco tempo vengono rappresentate: “La scoperta dell’America” di Retti (già rappresentata dalla compagnia Giullari a corte), “Come si rapina una banca” di Fayad, “Da giovedì a giovedì” di De Benedetti, “Quel grand’uomo di papà” di Vitali. Il luogo delle nostre prime rappresentazione è stato il Silvio Pellico. Andando a vedere le commedie della compagnia pisana “La brigata dei dottori” sempre lì al Silvio Pellico, ci viene in mente di provare anche noi il teatro dialettale. Ma cosa fare, visto che in pesciatino non esiste niente!?! Ci pensa uno di noi, Valerio Di Piramo, alle prime armi come scrittore di testi teatrali. Dalla sua genialità viene fuori “Il Rimbecillito” seguito poi da “il Cardano magi’o” e da “Chi l’ha vista?”, una trilogia che ha come perno centrale una coppia delle ‘apanne: Otello e Aida! Siamo arrivati al momento della rappresentazione di una commedia che, speravamo ci permettesse di lavorare con le scuole: “La Mandragola” di Machiavelli. L’opera riesce in pieno ma il progetto per cui era nata no; le varie direzioni delle scuole locali apprezzano l’iniziativa ma non partecipano. Ma il successo più grande per questo periodo è il “Don Camillo” commedia tratta sempre da Valerio dai libri del Guareschi. L’opera si dimostra veramente importante: riusciamo ad avere il permesso di rappresentarla direttamente dai figli dello scrittore, Alberto e Carlotta. Per la prima al teatro Pacini (replicata quattro volte con una media di più di 300 persone a serata) viene allestita nel foyer una mostra itinerante del Guareschi. Vengono coinvolte le scuole locali. Recitare davanti ad Alberto e Carlotta è stato veramente eccitante. Anche loro rimangono entusiasti del lavoro e ci invitano ad andare a Busseto (PR) per rappresentare la commedia. Proprio grazie al Don Camillo che ci fa crescere come associazione, sorge la necessità di iscriversi ad una federazione di teatro amatoriale. Ma prima di questo occorre formare una vera e propria compagnia, riconosciuta a livello nazionale. L’11 marzo 1992 ci rechiamo così davanti ad un notaio e firmiamo l’atto costitutivo e il nuovo statuto dell’associazione: nasce ufficialmente “la compagnia teatrale Mercanti di Parole” di Pescia! A questo punto non ci resta che iscriversi ad una federazione: scegliamo la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatoriale). Sempre in quel periodo, otteniamo anche quella che per noi è stata la più grande sede che abbiamo avuto: le scuole elementari di Veneri. Lì abbiamo lo spazio per “immagazzinare” il materiale, formiamo un laboratorio per la lavorazione di scenografie, e una stanza dove poter provare tutta per noi. Sono questi gli anni d’oro della compagnia. Rappresentiamo le nostre commedie anche in giro per l’Italia: Pisa, Arezzo, Seravezza, Empoli, Popiglio, S. Croce sull’arno sono alcune delle piazze toccate dai nostri tours. Partecipiamo a due concorsi: “Il Giogo” ad Arezzo e “Teatro Amatoriale sulla montagna pistoiese” a Gavinana. Qui andiamo con la commedia “Il Cardano magi’o”. Con questa commedia riusciamo a vincere il concorso e replichiamo qualche mese dopo a Quarrata. Il 1996 è un altro anno importante per noi. Insieme alla ProLoco Le Castella di Pietrabuona, organizziamo al teatro Pacini di Pescia il primo festival amatoriale FITA. Insieme riusciamo a portare a Pescia 6 compagnie da tutta Italia riuscendo a fare tutte le sere il quasi tutto esaurito. L’ultima sera, la sera della premiazione, ci esibiamo noi con la commedia di Valerio Di Piramo “Oh, Olimpus Dei!”. In sala ci sono più di trecento persone tra le quali i rappresentanti di tutte le compagnie che si sono esibite, ma soprattutto la madrina della serata: Elisabetta Gardini! L’attrice-presentatrice si congratulò con noi! Ma non furono congratulazione di circostanza: infatti ci invitò a rappresentare la nostra commedia al teatro comunale di Norcia (PG). Anche qui circa 250 persone contente della commedia che hanno visto e, ovviamente Elisabetta Gardini con il suo compagno di allora, non ricordo il nome ma mi ricordo che era il responsabile artistico di RAI3. Si apriranno le porte per la televisione!?! In un certo senso si, ma non come speravamo. In Viale Mazzini a Roma ci siamo andati! Ci siamo presentati come compagnia teatrale, ma non abbiamo rappresentato una commedia o una falsa. Abbiamo fatto un balletto! Nel nostro percorso c’è anche un momento socialmente impegnato. Nel 1996 l’Umbria viene colpita da un violento terremoto. Tutti, come è nella natura del popolo italiano, si danno da fare per aiutare la popolazioni che ha subito dei gravi danni. Anche noi vogliamo, nel nostro piccolo fare qualcosa. E così organizziamo al teatro Pacini una serata di beneficienza insieme alla corale Valle dei Fiori e all’Amministrazione locale. I pesciatini partecipano all’iniziativa ed alla fine riusciamo a racimolare una bella cifra. Insieme alla Protezione Civile scegliamo come luogo da destinare il nostro sforzo, il comune di Cannara. Entriamo in contatto con loro e veniamo a sapere che gli necessita una fotocopiatrice per le scuole. Compriamo il macchinario, con i soldi avanzati acquistiamo presso la ditta Maltagliati di MassaCozzile un quantitativo consistente di pasta, biscotti, ed altre cose. Inscatoliamo il tutto e, partiamo di persona per consegnare la merce. La mattina siamo ricevuti, noi e l’Assessore alla cultura dr Ciomei, dal Sindaco di Cannara, dai dirigenti scolastici e dagli alunni della scuola (era di domenica) nei locali scolastici dove consegniamo la fotocopiatrice. Il pomeriggio andiamo nella tendopoli e consegniamo personalmente a tutti gli “ospiti” un cartone di alimenti. E per finire la giornata, allestiamo e rappresentiamo una nostra commedia, allo scopo di far dimenticare per un paio d’ore i problemi che hanno e dovranno affrontare. L’unica pecca dell’iniziativa è stata la commedia: “Il cardano magi’o”. Credo che su un centinaio di persone che ci hanno visto, forse e ripeto forse una quindicina hanno capito quello che dicevamo! Nel 1996 insieme all’ufficio gemellaggi del Comune prendiamo contatto con la compagnia teatrale di Oullins, città appunto gemellata con il nostro Comune. In breve tempo riusciamo ad invitare la suddetta compagnia a Pescia. La ospitiamo nelle nostre case, le facciamo rappresentare la propria opera al teatro Pacini (due spettacolo, uno per le scuole e uno per la cittadinanza). Poi viene la volta del cambio. Noi siamo invitati ad Oullins. Anche in questo caso l’esperienza acquisita e l’emozione provata è stata unica! Due sono le rappresentazioni del “Don Camillo” che vengono fatte alla Maison de la renessance con circa 180 partecipanti (considerate che ad eccezione della presentazione che si leggeva in francese, tutto il resto era ovviamente in italiano), Ma tutte le belle cose come spesso accade hanno una fine. Siamo nel 1999! Le situazioni lavorative, familiari di tutti noi, che abbiamo iniziati ragazzi senza pensieri ed impegni, sono cambiate: chi si è sposato e si deve trasferire, che ha avuto figli o figlie, chi ha cambiato o trovato un nuovo lavoro non ci permettono di continuare la nostra attività. Diventa difficile  scegliere un lavoro da rappresentare, trovare il tempo per le prove (cosa inevitabile per una compagnia teatrale) E così si tira avanti un paio di anni senza riuscire a realizzare una commedia, fino al giugno 2001 quando oramai rimasti in 10 membri, decidiamo di sospendere le attività La compagnia Mercanti di Parole di Pescia non è sciolta ma non è più attiva! Passano gli anni e si giunge al 2008! Alcuni di noi hanno i ragazzi a scuola. Stanno terminando la scuola elementare. Viene allora l’idea di realizzare una commedia a loro insaputa per festeggiare la fine di un ciclo scolastico. Come lavoro viene scelto “Per fortuna c’è la Tata” liberamente tratto dal film “Mrs Douthfire” con Robin Willians. Da novembre cominciamo le prove e il 22 maggio 2009 al teatro Pacini di Pescia, esordiamo con “Per fortuna c’è la Tata”. Oltre ai nostri ragazzi che ovviamente restano a bocca aperta, riceviamo l’incoraggiamento ad andare avanti degli insegnanti, dei dirigenti e del pubblico che è venuto a vederci. E così nel mese di giugno, nelle stanza parrocchiali di Santo Stefano si ricostituisce la compagnia teatrale “Mercanti di Parole”. Sono stati 10 anni di silenzio, sono per la maggiore,  persone nuove che ricominciano l’opera, ma nonostante questo, la gente si ricorda il nostro nome e come sente dire Mercanti di Parole, ricomincia subito a seguirci. In questi ultimi 7 anni abbiamo ripreso “Il cardano Magi’o” e poi abbiamo rappresentato “La neve di zio Anselmo”, “Il Processo Squiccheri”, “Una domenica in famiglia”, “Le tre Marie” tutte di Valerio Di Piramo. Poi abbiamo deciso di cambiare autore per provare nuove emozioni! Ma siamo rimasti su autori contemporanei. E così è stata la volta di “Delirio al settimo piano” di Corrado Vallerotti. Con queste opere oltre a lavorare localmente (e per localmente intendo anche Borgo, Uzzano, la montagna pesciatina, Montecatini, Massa e Cozzile), ci siamo spinti anche a Viareggio, Casciana Terme, Poggio a Croce (sotto Firenze), riscuotendo sempre un buon consenso. Abbiamo partecipato alla rassegna teatrale “Il Toscanello” .
 
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